Pubblico, in notevole ritardo, il post inviatomi da Francesco Di Giovanni, mi scuso con tutti per l'imperdonabile lentezza.
Al.Cari amici,
Purtroppo, come avrete intuito, non ci sono novità di rilievo. L’udienza (la seconda) c’è stata, ed io che come tutti noi ingenuamente attendevo il dibattimento il 6 luglio, sono stato avvisato alcuni giorni prima dall’avvocato del fatto che la mia presenza non si rendeva necessaria in quanto in realtà non ci sarebbe stato che un ennesimo atto dell’ inquietante iter burocratico che le cause civili compiono nel nostro paese.
Le prime convocazioni in tribunale, già assai diluite nel tempo, non sono che rituali estenuanti, nei quali non si compiono che modestissimi passi in avanti. La volta scorsa (a febbraio) abbiamo avuto il ritiro ufficiale del fascicolo” da parte del giudice”, ora c’è stata “l’apertura dell’agenda” per fissare la data della causa.
Ebbene, il 6 luglio questo è stato fatto, solo questo e nient’altro!
E le sorprese haimè non sono finite: la data assegnata alla nostra causa è a metà marzo 2009, ad altri è toccato il 2013, dunque c’è andata anche bene!
Unica nota positiva, il fatto che “l’usanza vuole” che in genere in terza battuta il dibattimento si faccia.
Della data esatta ha preso nota l’avvocato e in questo momento (scusate questa ennesima sciatteria, ma troppa è l’irritazione) non sappiamo dirvela.
Siamo comprensibilmente indignati di come un’ingiustizia di questa portata debba essere soggetta ad un percorso che tende subdolmente a naturalizzarla nel tempo.
Tuttavia ciò non deve sorprenderci poiché è questo il destino delle ingiustizie più gravi; quelle che si praticano nei confronti di intere collettività e chiamano in causa direttamente le responsabilità dei governanti:
Dunque, pur con l’amaro in bocca, non ci resta che tenere duro, aspettare non depressi e confusi, ma agguerriti e determinati ad andare fino in fondo perché i nostri diritti che sono stati barbaramente lesi, vengano ripristinati nella loro integrità.
Anche se, vista la nostra non tempestività può sembrare un tantino irrealistico, ora più che mai dobbiamo tenerci in contatto, informarci reciprocamente, vigilare, pronti a discutere e all'occorrenza denunciare nuovi soprusi.
E opportuno anche ricordare come questo blog sia stato all’inizio un luogo di dibattito spontaneo, a volte febbrile. Nelle sue potenzialità lo è tuttora, dunque invitiamo tutti voi ad usufruirne lasciando commenti per non lasciare che l’inerzia del potere schiacci ancora una volta le istanze di chi è nel giusto, fiaccandone la concentrazione. Più ci addentriamo nel tunnel della burocrazia, più il gioco si fa duro ed è necessario non solo resistere ma aumentare la nostra forza. Noi che conosciamo il sacrificio di decine di anni dedicati allo studio della musica, possiamo ben contrapporre a queste aberrazioni della democrazia, la nostra vitalità di artisti che al di là delle loro specifiche competenze possono dare lezioni di civiltà a chi non sa fare le leggi e non sa gestire il bene collettivo.
Alle ingiustizie non ci si rassegna mai!
Per conto del comitato CPMD Francesco Di Giovanni